16 febbraio 2010 - La Cina, l'Italia: arte, poesia, scrittura

Alla libreria Feltrinelli di Modena, si è tenuto un dibattito sul tema, con gli interventi di Shen Dali (poeta, scrittore, presidente dell'Assciazione degli scrittori della Cina e direttore delle tesi di dottorato all'Università di lingue straniere di Beijing), Dong Chun (giornalista, scrittrice e redattrice a Parigi del “Nouvelle d’Europe”) e Carlo Alberto Sitta (poeta, scrittore e direttore della rivista "Steve") e l'introduzione di Anna Spadafora (psicanalista, cifrematico e direttore dell'Associazione Progetto Emilia Romagna).

il dibattito è stato un’occasione d’incontro straordinaria fra due civiltà, attraverso l’arte e la poesia. Shen Dali e Dong Chun da sempre contribuiscono agli scambi con l’Occidente: nel 2007, sono stati promotori della grande mostra di arte Tesori dell’Italia, nell’ambito delle celebrazioni per il decimo anniversario della proclamazione della Municipalità di Chongqing (una delle maggiori città cinesi), e da diversi anni pubblicano testi di grande interesse intorno ad artisti europei come Matisse, Frasnedi, Chagall, Michelangelo, Vangelli, Renoir, nella collana “L’arca. Pittura e scrittura”, presso la casa editrice Spirali, che ha appena pubblicato il catalogo del Maestro Roberto Panichi (da poco celebrato nella sua Firenze, con una grande mostra a Palazzo Vecchio), introdotto da un testo critico e poetico dei due Autori. Oltre a numerose raccolte di poesie e a diversi romanzi, tra cui I gigli rossi e La stella filante, Shen Dali ha pubblicato I bambini di Yan’an, la storia della lunga marcia dei bambini da Yan’an a Pechino, alla quale egli aveva partecipato, e Gli amanti del lago. Sotto il sole di Mao, libro ancora oggi non pubblicato nel suo Paese, per le vicende inquietanti e raccapriccianti che vi sono narrate.  Al di là dei luoghi comuni e degli stereotipi, che vedono il pericolo giallo dappertutto, in che modo oggi l’incontro fra la Cina e l’Italia può essere fruttuoso per entrambe, nonostante la loro differenza incolmabile? La cultura e l’arte sono da sempre le basi su cui poggiano gli scambi negli altri ambiti della vita. E non c’è trasformazione economica o politica, senza una trasformazione culturale, che s’instaura proprio a partire dall’incontro e dall’ascolto, senza facili pregiudizi o etichette, fatti apposta per attribuire all’altro il male e il negativo e per definire una sua presunta identità, in cui conta quello che è, anziché quello che dice, fa e scrive. L’incontro con Shen Dali e Dong Chun è stato quindi un evento che ha situato Modena nella poesia e nell’arte internazionali, nell’umiltà dell’ascolto, al di là del frastuono degli spettacoli e dei talk-show televisivi, che sembrano favorire la cancellazione della memoria, anziché la sua valorizzazione.